Pura immaginazione o inganno digitale? Netflix utilizzerà la voce di Gene Wilder generata dall'intelligenza artificiale per il reality show "Wonka".
Netflix sta utilizzando l'intelligenza artificiale per ricreare la voce di Gene Wilder per il reality show "Wonka's The Golden Ticket", scatenando un acceso dibattito sull'etica e sulla resurrezione digitale.

Un biglietto d'oro per la controversia
Netflix si sta avventurando in una nuova frontiera dell'intrattenimento, audace e controversa. Il gigante dello streaming ha annunciato un reality show competitivo intitolato 'Wonka's The Golden Ticket', che mira a dare vita al mondo fantastico dell'amato produttore di cioccolato di Roald Dahl. Tuttavia, l'aspetto più discusso dello show non sono i premi o le sfide, ma la voce del narratore: un Gene Wilder resuscitato digitalmente.
Quasi dieci anni dopo la scomparsa del leggendario attore nel 2016, Netflix sta utilizzando l'intelligenza artificiale all'avanguardia per ricreare l'iconica voce di Wilder.
La serie, prodotta da Eureka Productions, debutterà il 23 settembre. Seguirà 12 vincitori del "biglietto d'oro" e i loro partner attraverso una serie di nove episodi di giochi ispirati al classico del 1971 Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato.
La tecnologia dietro la magia
Invece di impiegare un doppiatore o un imitatore tradizionale, Netflix ha collaborato con ElevenLabs, leader nella sintesi audio basata sull'intelligenza artificiale, e con gli eredi di Gene Wilder. Addestrando modelli di intelligenza artificiale su registrazioni esistenti della voce di Wilder, il team ha creato uno strumento in grado di generare dialoghi completamente nuovi.
Nel teaser dello show, si sente la voce di Wilder generata dall'IA proclamare che "la competizione più straordinaria sulla Terra sta per iniziare". Questo segna un cambiamento significativo nella produzione, poiché la voce non viene semplicemente estratta da vecchi film, ma viene sintetizzata per dare voce a sceneggiature originali che Wilder non ha mai pronunciato in vita.
Una casa divisa: l'etica della resurrezione digitale
Sebbene il progetto abbia la benedizione ufficiale della famiglia di Wilder, ha scatenato un acceso dibattito tra i fan e i critici del settore. Karen B. Wilder, la vedova dell'attore, ha espresso la sua gioia per il fatto che lo show avrebbe presentato la "magia" di Gene a una nuova generazione, sottolineando la sua capacità unica di fondere umorismo, meraviglia e sentimento.
Tuttavia, non tutti ne sono entusiasti. I critici sostengono che usare l'IA per parlare a nome dei morti sia una violazione dell'integrità artistica. Alcuni fan hanno fatto notare che lo stesso Gene Wilder era notoriamente scettico sui remake, in particolare sulla versione del 2005 della storia di Wonka, portando molti a chiedersi se avrebbe mai acconsentito all'utilizzo della sua voce in un reality show.
La reazione negativa si è intensificata sui social media, con alcuni utenti che hanno descritto il processo come "disgustoso" e hanno paragonato l'audio risultante a un'imitazione "robotica". Alcuni hanno persino fatto riferimento alla disastrosa "Wonka Experience" del 2024 a Glasgow come monito su cosa succede quando l'hype guidato dall'IA incontra una cattiva esecuzione.
Il progetto ElevenLabs: un nuovo modello di Hollywood?
Il progetto Wonka non è un incidente isolato, ma parte di una strategia più ampia di ElevenLabs per integrare le voci dell'IA nel cinema e nella letteratura mainstream. L'azienda ha già prodotto ricreazioni in IA di altre icone, tra cui Judy Garland e Burt Reynolds. Di recente, hanno pubblicato una versione dell'Odissea di Omero narrata dall'IA utilizzando un clone della voce di Michael Caine.
Questo suggerisce l'emergere di un nuovo "modello di licenza" per le sembianze delle celebrità. Invece di deepfake imprevedibili, stiamo assistendo a un passaggio verso un'IA approvata dagli eredi e concessa in licenza commerciale. Ciò consente agli studi di associare voci leggendarie a nuovi contenuti in finestre temporali strategicamente programmate, creando una via di mezzo tra il totale anonimato e il timore di un uso improprio illimitato dell'IA.
Cosa significa questo per il futuro delle performance
Mentre star come Taylor Swift e Matthew McConaughey si muovono per registrare come marchio le loro voci per combattere i deepfake basati sull'IA, la serie Wonka rappresenta un'alternativa legalizzata. Ciò solleva una questione fondamentale: il consenso degli eredi sostituisce davvero il consenso dell'artista? Che questo diventi lo standard del settore per le performance "storiche" o inneschi un'ondata di nuove normative, una cosa è certa: il confine tra performance umana e sintesi digitale si è definitivamente offuscato. Mentre i vincitori del Golden Ticket si preparano per le loro sfide, la vera competizione è tra il fascino nostalgico del passato e la fredda efficienza del futuro.