‘Ora o mai più’: gli studenti sfidano il lockdown di Delhi per marciare verso il Parlamento indiano.
Migliaia di studenti, riuniti sotto la bandiera del Partito del Popolo degli Scarafaggi (Cockroach Janta Party), hanno marciato verso il Parlamento indiano a Nuova Delhi, chiedendo una riforma dell'istruzione e le dimissioni del ministro dell'Istruzione a seguito di un enorme scandalo legato alla fuga di notizie sugli esami.

Un movimento nato dalla crisi
In una drammatica dimostrazione di sfida, migliaia di studenti si sono radunati a Nuova Delhi questa settimana, sfidando i lockdown imposti dal governo e le barricate di sicurezza per marciare verso il parlamento indiano. La protesta, guidata dal movimento giovanile in rapida crescita noto come Cockroach Janta Party (CJP), rappresenta il punto di ebollizione della frustrazione per una serie di scandali di alto profilo relativi agli esami e per la cronica disoccupazione giovanile.
Il catalizzatore: un sistema educativo in rovina
I disordini derivano dal National Eligibility cum Entrance Test (NEET), un esame fondamentale per l'accesso alla facoltà di medicina in India. Le accuse di fughe di notizie e corruzione sistemica hanno costretto milioni di studenti a ripetere gli esami, alimentando un senso di tradimento tra i giovani del Paese. Il movimento ha preso una piega cupa, con gli attivisti che segnalano la morte per suicidio di almeno 12 studenti, presumibilmente spinti alla disperazione dal crollo dell'integrità degli esami.
L'ascesa del CJP
Quello che è iniziato come un account satirico sui social media, che prendeva in giro il paragone dispregiativo di un giudice tra i disoccupati e gli "scarafaggi", si è evoluto in una formidabile forza politica. Sotto la guida dell'attivista trentenne Abhijeet Dipke, il CJP ha mobilitato con successo milioni di persone attraverso le piattaforme digitali, passando dall'attivismo online al confronto fisico diretto con lo Stato.
Repressione governativa e disordini civili
Mentre i manifestanti si radunavano a Jantar Mantar, le autorità di Nuova Delhi hanno risposto con misure di sicurezza repressive, tra cui la chiusura delle stazioni della metropolitana e il dispiegamento della polizia antisommossa. Nonostante l'uso di gas lacrimogeni e cariche di manganelli, i manifestanti rimangono risoluti. 'Ora o mai più', ha detto la manifestante ventenne Anjani Kumani, facendosi portavoce dei sentimenti di migliaia di persone che ora chiedono le dimissioni immediate del Ministro dell'Istruzione Dharmendra Pradhan.
Una resa dei conti politica più ampia
Gli analisti politici suggeriscono che questa rivolta sia più di una semplice protesta contro le fughe di notizie sugli esami; riflette profonde ansie socio-economiche, tra cui l'inflazione crescente e un mercato del lavoro in contrazione. Mentre il governo ha avviato colloqui preliminari, la natura spontanea e senza leader del movimento rappresenta una sfida unica per l'amministrazione. Come osservano gli esperti, il passaggio dal silenzio alla resistenza attiva segna un potenziale punto di svolta nella politica studentesca indiana, costringendo il governo a conciliare la sua retorica economica con la dura realtà affrontata dai suoi cittadini più giovani.