La Corte Suprema ribalta un precedente di 90 anni: Trump ottiene il potere di licenziare i capi delle agenzie indipendenti.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ribalta 90 anni di giurisprudenza nel caso Trump contro Slaughter, conferendo al Presidente il potere di licenziare i capi di agenzie indipendenti e suscitando timori di un eccesso di potere da parte dell'esecutivo.

Un cambiamento epocale nel potere esecutivo
In una decisione che ha scosso il panorama giuridico e politico americano, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito, nel caso Trump contro Slaughter, che il Presidente ha l'autorità di rimuovere i vertici di agenzie e commissioni indipendenti. Questa sentenza storica smantella di fatto quasi un secolo di diritto costituzionale consolidato, garantendo a Donald Trump – e a qualsiasi futuro presidente – un controllo senza precedenti sulla burocrazia federale.
La sentenza segna una svolta radicale rispetto alle garanzie legali che in precedenza proteggevano gli enti regolatori dalle interferenze politiche dirette.
Mentre Donald Trump ha celebrato l'esito del caso Truth Social come una "grande vittoria", la decisione ha scatenato un'immediata protesta da parte dei sindacati, degli esperti di diritto costituzionale e delle associazioni a tutela dei consumatori, che temono l'avvento di un'amministrazione basata sulla "lealtà".La fine dell'era di 'Humphrey's Executor'
Per 90 anni, il precedente di riferimento è stato Humphrey's Executor (1935). Quel caso, derivante dal tentativo di Franklin D. Roosevelt di licenziare un commissario repubblicano della Federal Trade Commission (FTC), stabilì che il Presidente non ha un "potere illimitato di rimozione". L'obiettivo era garantire che le agenzie responsabili della regolamentazione economica e sociale cruciale potessero operare con integrità e indipendenza, libere dai capricci della Casa Bianca.
Ribaltando questo precedente, la Corte Suprema ha essenzialmente sostituito un sistema di supervisione indipendente con quello che i critici chiamano un "test di lealtà". Gary DiBianco, cofondatore di Lawyers for Good Government, ha osservato che la decisione abbandona la consolidata interpretazione costituzionale, consentendo al potere esecutivo di esercitare pressioni indebite su agenzie che il Congresso aveva specificamente progettato per essere indipendenti.
Il costo umano: il caso di Rebecca Slaughter
Il catalizzatore di questa sentenza è stato il licenziamento di Rebecca Slaughter, ex commissaria federale per il commercio. Slaughter è stata licenziata a marzo, una mossa che lei sostiene essere stata puramente politica. In una recente conferenza stampa, Slaughter ha espresso profonda delusione, affermando di essere stata presa di mira perché possedeva una voce che l'amministrazione temeva.
Slaughter non era sola. L'amministrazione Trump ha epurato aggressivamente gli organismi indipendenti, licenziando diversi leader di alto profilo, tra cui:
- Gwynne Wilcox: La prima donna nera a far parte del National Labor Relations Board.
- Susan Tsui Grundmann: Membro del consiglio della Federal Labor Relations Authority (FLRA).
- Erika McEntarfer: Commissario del Bureau of Labor Statistics.
- Deirdre Hamilton: Membro del National Mediation Board.
- Alvaro Bedoya: Un altro commissario democratico della FTC.
Nella maggior parte di questi casi, l'amministrazione non ha offerto alcuna motivazione specifica per i licenziamenti, se non affermando che il servizio dei funzionari era "incoerente" con le priorità dell'amministrazione.
Gli esperti legali mettono in guardia dalle ramificazioni "autoritarie"
La comunità legale ha hanno reagito con allarme. Stephen Vladeck, professore alla Georgetown Law, ha descritto la sentenza come avente "enormi ramificazioni" per il funzionamento del governo degli Stati Uniti ben oltre la fine dell'attuale amministrazione. Ha sottolineato che si tratta di una vittoria storica per il potere esecutivo che trascende una singola presidenza.
Rachel Rossi, presidente dell'Alliance for Justice, è stata più schietta, affermando che "al presidente autoritario sono state appena consegnate le chiavi per essere ancora più autoritario". Allo stesso modo, Michael Sozan del Center for American Progress ha avvertito che l'erosione di queste garanzie mette a rischio milioni di americani, rimuovendo le protezioni contro la corruzione e le interferenze politiche ingiuste.
Un'unica eccezione: la Federal Reserve
In particolare, la Corte Suprema non ha concesso al Presidente un'autorità illimitata su ogni singola entità. In una sentenza separata, la Corte ha bloccato il tentativo di Trump di licenziare Lisa Cook, membro del consiglio della Federal Reserve. La Corte ha chiarito che la Federal Reserve sarà trattata in modo diverso rispetto ad altre agenzie governative, mantenendo un livello di protezione per la banca centrale del paese al fine di impedire che la volatilità politica destabilizzi l'economia.
Una voce dissenziente: la giudice Sonia Sotomayor
La giudice Sonia Sotomayor ha espresso un'aspra opinione dissenziente, definendo la decisione della maggioranza "gravemente errata". Ha sostenuto che la Corte ha distorto la struttura del governo per adattarla a una teoria di "controllo esecutivo unitario e totale", prevedendo che la mossa scatenerà "solo il caos" sul regime democratico degli Stati Uniti.