Un tribunale brasiliano impone un divieto di visita di 90 giorni a Flavio Bolsonaro a causa delle tensioni legate alla campagna elettorale.
La Corte Suprema brasiliana ha vietato a Flavio Bolsonaro di far visita al padre, l'ex presidente Jair Bolsonaro, per 90 giorni, a seguito della violazione degli arresti domiciliari.

Repressione giudiziaria contro la dinastia Bolsonaro
In uno sviluppo significativo in vista delle prossime elezioni presidenziali brasiliane del 4 ottobre, la Corte Suprema ha emesso un divieto di 90 giorni che impedisce al senatore Flavio Bolsonaro di far visita a suo padre, l'ex presidente Jair Bolsonaro, attualmente detenuto. La sentenza fa seguito a un incidente in cui il giovane Bolsonaro ha letto una lettera scritta a mano dal padre durante una diretta sui social media, un gesto che la Corte ha ritenuto una violazione diretta delle condizioni relative agli arresti domiciliari dell'ex leader.
La violazione delle condizioni degli arresti domiciliari
Jair Bolsonaro, condannato nel settembre 2025 per aver orchestrato un complotto per ribaltare le elezioni generali del 2022, sta attualmente scontando una pena di oltre 27 anni agli arresti domiciliari. Come parte delle sue restrittive condizioni di libertà su cauzione e di condanna, gli è severamente vietato utilizzare piattaforme di social media o avvalersi di terzi per diffondere messaggi politici al pubblico.
L'ultimo intervento della Corte Suprema mira a far rispettare questi limiti, sottolineando l'impegno della magistratura a mettere a tacere la sua influenza durante un ciclo politico critico.Impatto sulla campagna presidenziale
Il giudice Alexandre de Moraes, che ha presieduto l'ordinanza, ha anche richiesto che il team di difesa legale dell'ex presidente fornisca una spiegazione formale entro 48 ore in merito alla provenienza della lettera e se l'ex presidente fosse a conoscenza della sua diffusione pubblica. La tempistica di questo divieto di 90 giorni impedisce di fatto a padre e figlio di collaborare per tutta la durata del periodo che precede il primo turno delle elezioni nazionali.
Reazioni politiche e difesa legale
Flavio Bolsonaro ha condannato pubblicamente la sentenza definendola "sproporzionata", inquadrando le azioni della corte come un tentativo calcolato di interferire con la sua candidatura presidenziale. Il suo team legale ha definito la decisione "illegale e incostituzionale", sostenendo che viola sia i suoi diritti familiari sia la sua posizione professionale come membro del consiglio legale di suo padre.
Un panorama politico diviso
Quest'ultima tensione si inserisce in un contesto di continue battaglie legali per la famiglia Bolsonaro. Dall'insurrezione del 2023, che ha visto i sostenitori assaltare gli edifici governativi per protestare contro la vittoria del presidente Luiz Inácio Lula da Silva, l'ex presidente ha sempre sostenuto la sua innocenza, affermando di non aver avuto un giusto processo. Pur rimanendo una figura centrale nel movimento conservatore brasiliano, la sua influenza è ora sempre più messa in discussione da scandali personali, dispute familiari interne e crescenti ostacoli legali.