Un incubo per i consumatori: pagare 450 sterline al mese per un veicolo elettrico nuovo di zecca che non si ricarica.
Un cliente si trova ad affrontare un incubo finanziario e logistico dopo che la sua nuova Peugeot elettrica non si ricarica, mettendo in luce le carenze sistemiche nel servizio clienti e nella tutela dei diritti dei consumatori.

La crescente lotta contro i veicoli elettrici difettosi
Per molti, il passaggio a un veicolo elettrico (EV) dovrebbe rappresentare un passo verso la sostenibilità e la comodità moderna. Per 'AS', un cliente di Woking, questa visione si è trasformata in un calvario di due mesi fatto di silenzio, incompetenza e crescenti perdite finanziarie. Dopo aver ricevuto una nuovissima Peugeot EV, il veicolo si è guastato dopo appena due settimane, lasciando il proprietario con una bolletta mensile di 450 sterline per un'auto che rimane essenzialmente un ornamento nel vialetto di casa.
Un'interruzione nel servizio e nella comunicazione
La situazione è precipitata quando il proprietario ha chiesto aiuto alla concessionaria, solo per scontrarsi con ritardi nella programmazione. Quando il veicolo è stato finalmente ritirato per le riparazioni tramite Peugeot Assist (gestito da RAC), è apparentemente svanito nel nulla logistico. Il proprietario ha riferito di aver effettuato oltre 36 chiamate sia a Peugeot che a RAC, solo per essere rimbalzato da una parte all'altra e non aver ottenuto alcuna responsabilità. Durante questo periodo, l'auto sarebbe stata rifiutata da un concessionario perché "troppo occupato", lasciandola in un limbo.
L'auto "riparata" che ancora non funziona
Anche quando il veicolo è stato finalmente restituito a marzo, i problemi erano tutt'altro che risolti. L'elenco dei malfunzionamenti è impressionante: l'auto non riesce a mantenere la carica, il bagagliaio rimane bloccato, il finestrino del conducente funziona autonomamente e il sistema di chiusura centralizzata a distanza è completamente fuori uso. Nonostante l'evidente gravità di questi difetti, la società di leasing, Leasys, si è rifiutata di rescindere il contratto, sostenendo che il veicolo è "guidabile" e necessita semplicemente di ulteriori riparazioni.
Diritti dei consumatori e la strada da percorrere
Questo caso evidenzia un problema critico nel settore automobilistico: l'intersezione tra i problemi della catena di approvvigionamento e la scarsa assistenza clienti. Gli esperti suggeriscono che, ai sensi del Consumer Rights Act 2015, i consumatori hanno una chiara procedura per rifiutare i veicoli difettosi quando le riparazioni non si concretizzano entro un lasso di tempo ragionevole.