Svelare il silenzio: perché l'India ha bloccato il film 'Satluj'

Approfondisci le controversie sorte attorno al divieto imposto dal governo indiano a "Satluj", un film che documenta la vita dell'attivista Jaswant Singh Khalra e la storia oscura dell'insurrezione nel Punjab.

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Staff Writer
Pubblicato il 14/07/2026 07:54
Svelare il silenzio: perché l'India ha bloccato il film 'Satluj'

Il governo indiano ha scatenato una tempesta di polemiche censurando di fatto "Satluj", un toccante film biografico basato sulla vita e la morte dell'attivista per i diritti umani Jaswant Singh Khalra. Il film, che esplora il periodo oscuro degli anni '80 e '90 nel Punjab, è diventato un simbolo di resistenza contro le narrazioni statali, poiché i cittadini aggirano i divieti ufficiali per vedere la storia di un uomo che ha denunciato la scomparsa di migliaia di persone.

La vita e l'eredità di Jaswant Singh Khalra

Jaswant Singh Khalra, un impiegato di banca ad Amritsar, è emerso come un eroe improbabile quando ha iniziato a indagare sulla scomparsa di un amico. La sua meticolosa ricerca nei registri delle cremazioni comunali ha rivelato uno schema agghiacciante: le forze di sicurezza avrebbero cremato in segreto migliaia di corpi non identificati durante il culmine dell'insurrezione nel Punjab. Il coraggio di Khalra gli è costato la vita; Fu rapito nel 1995 e non fu mai più visto, sebbene il suo lavoro abbia infine portato alla condanna di diversi agenti di polizia per omicidio in custodia.

Una battaglia con la censura

Originariamente intitolato 'Punjab 95', il film ha affrontato una dura battaglia di tre anni con il Central Board of Film Certification indiano. Il consiglio ha richiesto quasi 130 tagli e un cambio di titolo, condizioni che i registi si sono rifiutati di accettare. Sebbene il film abbia finalmente debuttato sulla piattaforma di streaming ZEE5 il 3 luglio, è stato rimosso entro 48 ore, con i funzionari che hanno citato preoccupazioni di 'sicurezza nazionale'. Un comitato nominato dal governo avrebbe poi confermato il divieto, sostenendo che il film minaccia la sovranità dell'India.

Sfida attraverso proiezioni comunitarie

Il tentativo del governo di cancellare il film non ha fatto altro che aumentarne la visibilità. In tutto il Punjab, le comunità sikh hanno trasformato sale civiche e templi in cinema improvvisati, ospitando proiezioni gratuite che fungono sia da testimonianza storica che da atto pubblico di protesta. Dalla diaspora a Londra fino alle zone rurali di Gurdaspur, il film è diventato un fenomeno culturale che si rifiuta di essere dimenticato.

Contesto del conflitto

Gli anni '80 furono caratterizzati da una profonda instabilità nel Punjab, alimentata dal movimento separatista Khalistan, dall'assalto al Tempio d'Oro e dalle successive violenze anti-sikh. Per molti, 'Satluj' non è solo un film, ma un veicolo di memoria collettiva, che riapre ferite di vecchia data e sfida la versione ufficiale dello Stato su quel periodo.

Fonte: www.aljazeera.com

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