Stati Uniti e Iran si scambiano pesanti attacchi mentre il conflitto regionale si intensifica e i prezzi del petrolio salgono alle stelle.

Stati Uniti e Iran si scambiano attacchi devastanti nel Golfo, provocando un blocco navale e un'impennata dei prezzi del petrolio. Leggi il rapporto completo sulla risposta delle Guardie Rivoluzionarie e gli avvertimenti di Trump.

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Staff Writer
Pubblicato il 15/07/2026 11:58
Stati Uniti e Iran si scambiano pesanti attacchi mentre il conflitto regionale si intensifica e i prezzi del petrolio salgono alle stelle.

Escalation nel Golfo: un ciclo di rappresaglie

Il volatile scenario della sicurezza in Medio Oriente ha raggiunto un punto di svolta critico, con Stati Uniti e Iran impegnati in una serie di intensi scambi militari. In un'operazione coordinata di sette ore, conclusasi martedì, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha lanciato una serie di attacchi aerei e navali contro decine di installazioni militari lungo la costa meridionale dell'Iran e lo strategico Stretto di Hormuz. L'operazione, che ha utilizzato una sofisticata combinazione di aerei da combattimento, droni e navi militari, segna un grave deterioramento del fragile cessate il fuoco che aveva brevemente tenuto sotto controllo la regione.

Impatto umanitario e vittime iraniane

Le conseguenze degli attacchi statunitensi sono state devastanti, con funzionari iraniani che hanno segnalato un numero significativo di vittime. Fatemeh Mohajerani, portavoce del governo iraniano, ha confermato che oltre 30 civili sono stati uccisi nel recente attacco. Ulteriori rapporti del Ministero della Salute iraniano, forniti dal portavoce Hossein Kermanpour, indicano che oltre 260 persone sono rimaste ferite, a testimonianza della portata dell'impatto sia sulle aree residenziali che su quelle militari. Alcuni rapporti specifici evidenziano la guarnigione di Bambour a Iranshahr, dove l'esercito iraniano afferma che 13 missili statunitensi hanno colpito blocchi di alloggi e posti di guardia, uccidendo sette soldati della 388ª Brigata. Nella provincia occidentale di Ilam, sono emerse notizie di un impianto di imbottigliamento di acqua a Dehloran colpito, il che suggerisce che la portata degli attacchi potrebbe estendersi oltre i soli obiettivi militari. La risposta delle Guardie Rivoluzionarie: colpire le risorse statunitensi all'estero. In una rapida controffensiva, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniano ha affermato di aver colpito diversi siti militari statunitensi nella regione del Golfo. Le Guardie Rivoluzionarie affermano di aver inflitto "gravi danni" al quartier generale della Quinta Flotta statunitense e ai relativi serbatoi di carburante in Bahrein, nonché a un importante centro logistico a Mina Abdullah, in Kuwait. Inoltre, le Guardie Rivoluzionarie sostengono di aver distrutto con successo rifugi che ospitavano aerei da combattimento statunitensi avanzati, tra cui modelli F-15, F-16 e F-35, e diversi droni MQ-9 Reaper. L'escalation si è estesa alla Giordania, dove le forze armate hanno riferito di aver intercettato e abbattuto tre missili balistici iraniani entrati nel suo spazio aereo nelle prime ore di mercoledì mattina, sottolineando la portata transnazionale del conflitto in corso. Guerra economica: blocchi e volatilità del mercato petrolifero. Parallelamente alla guerra cinetica, gli Stati Uniti hanno riattivato un rigoroso blocco navale dei porti iraniani. Con circa 21 navi militari schierate nella regione, il CENTCOM mira a limitare il traffico marittimo iraniano attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, questa strategia è complicata dalle promesse degli Stati Uniti di proteggere le navi che utilizzano la rotta marittima omanita, creando un complesso contesto di sicurezza marittima. L'economia globale sta già risentendo delle scosse. I prezzi del petrolio Brent sono schizzati a 86,19 dollari al barile, un forte aumento rispetto ai 70 dollari registrati prima dell'escalation. Questo picco è dovuto al timore che un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio e gas, che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz, possa subire gravi interruzioni. Le Guardie Rivoluzionarie hanno intensificato questa pressione avvertendo che potrebbero chiudere tutti gli altri corridoi di esportazione che avvantaggiano gli Stati Uniti e i loro alleati, affermando che le esportazioni di energia saranno "condivise da tutti o negate a tutti". Il collasso diplomatico e il ritorno della "massima pressione" Questa ondata di violenza arriva meno di un mese dopo la firma di un memorandum d'intesa per estendere il cessate il fuoco e avviare colloqui di pace. Sia Washington che Teheran si accusano reciprocamente di aver violato l'accordo. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha adottato una linea dura, affermando che gli attacchi all'Iran "continueranno finché non dirò basta". In una recente intervista a Fox News, Trump ha accennato a un'escalation verso le infrastrutture civili, menzionando potenziali obiettivi futuri come centrali elettriche, ponti e impianti energetici. A rafforzare la pressione militare e marittima, il Dipartimento del Tesoro statunitense ha congelato oltre 130 milioni di dollari in portafogli di criptovalute collegati alla banca centrale iraniana. Inoltre, sono state imposte nuove sanzioni contro una rete che coinvolge il magnate del trasporto petrolifero Mohammad Hossein Shamkhani, prendendo di mira 50 individui ed entità accusati di aver facilitato le esportazioni illegali di petrolio iraniano.

Fonte: www.aljazeera.com

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