Perché, secondo un ex dirigente di BioWare, una versione rimasterizzata di Dragon Age rimane improbabile.

L'ex produttore di BioWare, Mark Darrah, spiega perché una rimasterizzazione della trilogia di Dragon Age in stile Mass Effect è tecnicamente e logisticamente improbabile.

A
Staff Writer
Pubblicato il 29/07/2026 11:25
Perché, secondo un ex dirigente di BioWare, una versione rimasterizzata di Dragon Age rimane improbabile.

Per anni, i fan della leggendaria serie di RPG fantasy Dragon Age hanno nutrito la speranza di una rimasterizzazione in stile "Legendary Edition", simile al riuscito restyling che BioWare ha offerto per la trilogia originale di Mass Effect. Tuttavia, questi sogni sono stati efficacemente infranti da Mark Darrah, ex produttore esecutivo dello studio che ha svolto un ruolo fondamentale nella storia del franchise.

La visione per una "Trilogia del Campione"

In una recente intervista con il media FRVR, Mark Darrah ha rivelato che una rimasterizzazione faceva effettivamente parte della sua visione a lungo termine. Aveva immaginato un progetto soprannominato "Trilogia del Campione", che avrebbe collegato retrospettivamente le narrazioni dei primi tre giochi, concentrandosi su tre protagonisti distinti per creare un'epopea coesa.

Nonostante questa ambizione, Darrah ha osservato che la realtà della storia dello sviluppo del gioco rende un progetto del genere tecnicamente e logisticamente scoraggiante.

Ostacoli tecnici e il problema di 'Aurora'

L'ostacolo principale risiede nei motori di gioco. Mentre la trilogia di Mass Effect ha beneficiato dell'essere costruita su una solida base di Unreal Engine 3, la serie di Dragon Age soffre di frammentazione tecnica. I primi due titoli, Dragon Age: Origins e Dragon Age II, sono stati sviluppati con l''Aurora Engine', ma in due iterazioni molto diverse: le versioni 'Eclipse' e 'Lycium' rispettivamente.

Darrah ha affermato senza mezzi termini che non c'è 'praticamente più nessuno' in BioWare che comprenda o padroneggi veramente le complessità del vecchio motore Aurora. Di conseguenza, esternalizzare un progetto del genere è altrettanto difficile, poiché pochi studi esterni possiedono le competenze specifiche necessarie per modernizzare questi sistemi antichi senza compromettere l'integrità dei giochi. A complicare ulteriormente le cose, Dragon Age: Inquisition è passato al motore proprietario 'Frostbite' di EA, creando una disparità ancora maggiore tra i titoli.

Priorità dello studio e realtà aziendali

Oltre al debito tecnico, c'è la questione delle risorse dello studio. BioWare è attualmente completamente impegnata nello sviluppo del prossimo capitolo della serie Mass Effect. Come ha sottolineato Darrah, Electronic Arts opera secondo un modello che scoraggia l'assunzione di personale in eccesso per progetti di conservazione. Qualsiasi lavoro su una collection di Dragon Age richiederebbe di distogliere gli sviluppatori dai principali progetti in corso, un compromesso altamente improbabile data l'attuale roadmap strategica. Per ora, l'eredità dei Custodi Grigi rimarrà intrappolata nel suo stato di rilascio originale, poiché BioWare mantiene lo sguardo fisso sul futuro.

Post correlati