L'Iraq recupera 375 kg d'oro in una vasta operazione anticorruzione.
Le autorità irachene hanno sequestrato 375 kg d'oro nell'ambito di un'indagine anticorruzione in corso sull'ex viceministro del petrolio Adnan Al-Jumaili, un importante successo per l'Operazione Alba.

In un'importante escalation della sua iniziativa nazionale anticorruzione, le autorità irachene hanno recuperato con successo 375 chilogrammi d'oro collegati al caso di alto profilo di Adnan Al-Jumaili, ex viceministro del petrolio per gli affari di raffinazione. Il sequestro, che rappresenta una grande vittoria per l'attuale amministrazione, sottolinea la portata dell'accumulo illecito di ricchezza all'interno degli ex circoli burocratici del paese.
Un'operazione giudiziaria coordinata
Il giudice Dhia Jafar del Tribunale penale centrale anticorruzione ha confermato che il recupero è stato il risultato di una complessa operazione multi-agenzia. Del totale, 358 kg sono stati recuperati grazie a uno sforzo congiunto che ha coinvolto le autorità regionali del Kurdistan, mentre altri 17 kg sono stati sequestrati durante un'indagine separata e parallela. I beni recuperati sono stati trasferiti al Dipartimento Emissioni e Tesoreria della Banca Centrale dell'Iraq per la custodia.
L'indagine su Al-Jumaili
L'indagine in corso su Al-Jumaili, arrestato a maggio e formalmente licenziato il 2 giugno, ha rivelato una portata sconcertante di sfruttamento delle risorse statali. I dati governativi rivelano che i beni sottratti illecitamente e collegati al suo caso superano i 127 miliardi di dinari iracheni (circa 96 milioni di dollari), oltre a 24 milioni di dollari in contanti, diverse proprietà immobiliari, veicoli di lusso e ingenti riserve auree. Recenti rapporti hanno anche evidenziato il ritrovamento di 14 miliardi di dinari nascosti in una fossa di drenaggio dell'acqua piovana, a dimostrazione dei metodi clandestini utilizzati per occultare i guadagni illeciti.
Operazione Alba: una nuova era di responsabilità
Questo recupero rientra nell'ambito dell'"Operazione Alba", un'ampia iniziativa governativa guidata dal Primo Ministro Ali Faleh al-Zaidi per smantellare le reti corrotte e recuperare i fondi pubblici rubati. Il portavoce del governo Haider al-Aboudi ha sottolineato che la campagna opera senza riguardo allo status politico dei sospettati, affermando che il mandato pubblico è quello di ripristinare l'integrità delle finanze statali.
Oltre ai sequestri sul territorio nazionale, la Commissione irachena per l'integrità sta attivamente perseguendo la cooperazione internazionale per rimpatriare i beni illecitamente ottenuti e ha emesso "avvisi rossi" per i sospettati residenti all'estero, segnalando un fermo impegno per la responsabilità giudiziaria a lungo termine.