L'espansione della sorveglianza di Flock Safety: il piano per trasformare i veicoli di ridesharing in telecamere mobili

Secondo alcune indiscrezioni, Flock Safety avrebbe pianificato di trasformare centinaia di migliaia di telecamere di bordo di Uber e Lyft in una rete di sorveglianza mobile per tracciare i veicoli a livello nazionale.

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Staff Writer
Pubblicato il 11/08/2026 06:01
L'espansione della sorveglianza di Flock Safety: il piano per trasformare i veicoli di ridesharing in telecamere mobili

L'evoluzione della sorveglianza

Flock Safety, nota per la sua vasta rete di lettori automatici di targhe (ALPR) montati su pali, è da tempo oggetto di un intenso dibattito in merito alla privacy pubblica e all'estensione della sorveglianza da parte delle forze dell'ordine. Lanciata originariamente nel 2017 con l'obiettivo di contrastare i reati contro la proprietà nei quartieri, l'azienda ha rapidamente evoluto la sua tecnologia. Oggi, la sua infrastruttura "FlockOS" fornisce una rete di dati interconnessa a livello nazionale che consente alle agenzie di tracciare i movimenti dei veicoli attraverso i confini statali, suscitando preoccupazioni sul fatto che uno strumento per la sicurezza della comunità si sia trasformato in un massiccio apparato di sorveglianza centralizzato.

La proposta di partnership con Nexar

Documenti interni recentemente ottenuti da 404 Media hanno rivelato una strategia precedentemente non divulgata che avrebbe aumentato significativamente le capacità di sorveglianza dell'azienda. Secondo quanto riportato, Flock avrebbe proposto un piano per integrare il suo software di tracciamento con Nexar, un noto produttore di dash cam per consumatori. Se questa partnership fosse andata avanti, avrebbe di fatto trasformato centinaia di migliaia di veicoli Uber, Lyft e di consegna in una rete di sorveglianza mobile in tempo reale.

La presentazione indicava che la tecnologia avrebbe scansionato e acquisito i dati delle targhe dal traffico circostante, non solo dai veicoli su cui erano installate le telecamere. Ciò avrebbe aggiunto circa 350.000 sensori mobili all'infrastruttura esistente di Flock, aumentando enormemente il numero di punti dati raccolti senza la necessità di hardware fisico aggiuntivo.

Preoccupazioni per la privacy e mancanza di trasparenza

Uno dei dettagli più allarmanti del piano proposto era la mancanza di chiarezza sul fatto che gli autisti di ridesharing sarebbero stati esplicitamente informati del fatto che le loro dash cam fungevano di fatto da strumenti per le forze dell'ordine. I critici sostengono che trasformare i dispositivi dei consumatori in macchine per la raccolta di dati per la sorveglianza della polizia senza un chiaro consenso dell'utente rappresenti un pericoloso eccesso di potere. Inoltre, la rete Flock esistente è già stata oggetto di esame, con segnalazioni di agenti di polizia che hanno abusato del sistema per tracciare individui, inclusi ex coniugi e partner, portando a sospensioni e proteste pubbliche. La resistenza pubblica alla normalizzazione del monitoraggio costante è in aumento. Iniziative dal basso, come lo sviluppo di strumenti come 'DeFlock', che mappa la posizione di queste telecamere, stanno diventando più comuni. In alcuni casi, i residenti hanno intrapreso azioni dirette, rimuovendo o smantellando fisicamente l'hardware. Considerando un passaggio a sensori mobili, Flock potrebbe aver tentato di aggirare questi obiettivi fissi, creando invece una rete di sorveglianza fluida e più difficile da tracciare. Mentre il dibattito sulla privacy e la sicurezza si intensifica, il futuro di queste tecnologie rimane un punto critico sia per i difensori delle libertà civili che per gli enti regolatori del settore tecnologico.

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