La strategia del caos: come Israele sta smantellando sistematicamente le infrastrutture civili di Gaza.
Gli analisti avvertono che Israele sta prendendo di mira sistematicamente la polizia, i medici e gli intellettuali di Gaza per creare un circolo vizioso di caos e impedire qualsiasi futura ripresa palestinese.

Uno schema di distruzione calcolato
In una straziante escalation di violenza, un recente attacco israeliano contro una stazione di polizia nel campo di Jabalia, nel nord di Gaza, ha causato la morte del direttore della stazione e di diversi agenti. Mentre Israele cita spesso la lotta contro i militanti di Hamas e la mitigazione delle "minacce imminenti" per giustificare le sue azioni, analisti politici e strategici suggeriscono un obiettivo più sinistro. Sostengono che le incursioni quotidiane non siano semplici operazioni di sicurezza, ma uno sforzo calcolato per eliminare il capitale umano essenziale per la futura ripresa di Gaza.
L'elenco degli obiettivi è specifico: forze dell'ordine, personale medico, burocrati governativi e intellettuali.
Secondo i critici, eliminando sistematicamente coloro che sono in grado di mantenere l'ordine e fornire servizi essenziali, Israele sta intenzionalmente creando un "ciclo di caos" per impedire la nascita di uno Stato palestinese stabile e spianare la strada all'occupazione permanente.Normalizzazione della violazione della pace
Nonostante un accordo di cessate il fuoco durato mesi, la realtà sul campo rivela una netta contraddizione. Israele ha di fatto normalizzato le violazioni quotidiane del patto, trattando il cessate il fuoco come una linea guida flessibile piuttosto che come un impegno vincolante. Il costo umano è sconvolgente: dal 7 ottobre 2023, il bilancio delle vittime è salito ad almeno 73.233, con oltre 173.000 feriti.
Secondo i dati dell'Ufficio stampa del governo di Gaza, durante il periodo di "cessate il fuoco" sono state registrate 3.689 violazioni, con conseguenti 1.122 morti.
Questa pressione militare è aggravata da un soffocante blocco umanitario, con solo una frazione degli aiuti e dei viaggiatori necessari autorizzati ad attraversare i confini, esacerbando ulteriormente la disperazione della popolazione civile.
Decimare i pilastri della società
L'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha evidenziato una campagna sistematica contro le forze di polizia di Gaza. Tra gennaio e luglio 2026, almeno 12 attacchi mirati hanno ucciso 35 agenti, alcuni dei quali stavano semplicemente dirigendo il traffico o supervisionando i mercati locali. Questa cancellazione delle forze dell'ordine è progettata per garantire che qualsiasi tentativo di ricostruzione civile venga accolto con l'anarchia.
La distruzione si estende al cuore intellettuale e sociale dell'enclave. Il Ministero dell'Istruzione palestinese riporta la morte di 441 insegnanti e oltre 11.000 studenti. Inoltre, l'uccisione mirata di accademici, tra cui l'eminente matematico Sufyan Tayeh, indica una strategia volta a cancellare la leadership intellettuale della regione. L'analista Ahmed al-Tanani osserva che i pretesti di Israele sono passati da "eventi di sicurezza" a "uccisioni intenzionali", segnalando che il nemico non è solo un gruppo militante, ma la struttura stessa della società di Gaza.
Il gioco a lungo termine: rendere Gaza inabitabile
Gli analisti suggeriscono che l'attuale traiettoria di Israele serve a due obiettivi principali. A breve termine, mira a sabotare il piano "Board of Peace" sostenuto dagli Stati Uniti, progettato per la transizione postbellica. A lungo termine, l'obiettivo è rendere Gaza inabitabile, costringendo la popolazione a fuggire e consentendo l'espansione degli insediamenti israeliani.
Mohannad Mustafa, esperto di affari israeliani, identifica tre strumenti principali in questa strategia: la normalizzazione degli attacchi quotidiani, l'espansione del controllo militare (che ora copre circa il 70% del territorio) e l'ostruzione delle transizioni politiche. Questo sentimento è condiviso dalla stessa leadership israeliana; Il ministro della Difesa Israel Katz ha recentemente espresso "compassione" per la devastazione della Striscia, confermando una politica di totale neutralizzazione.
La paralisi della diplomazia internazionale
Il "Consiglio per la Pace", elemento centrale del piano dell'amministrazione Trump per trasformare Gaza in una forza di mantenimento della pace e in un governo civile, si trova attualmente in uno stato di paralisi. Senza le forze di sicurezza o la volontà politica di contrastare le incursioni israeliane, il Consiglio è diventato un simbolo di fallimento diplomatico.
Sebbene le fazioni palestinesi abbiano tentato di eliminare i pretesti israeliani sciogliendo i comitati di governo a favore di organismi tecnocratici, l'impatto è stato minimo. I mediatori al Cairo, in Qatar e in Turchia continuano a spingere per una posizione araba e islamica unitaria al fine di fare pressione sugli Stati Uniti affinché vadano oltre il sostegno retorico al cessate il fuoco e si orientino verso un'applicazione pratica. Fino a quando tali misure non saranno adottate, Gaza rimane intrappolata in un limbo di distruzione meticolosamente pianificato.