La crisi del Mar Rosso si aggrava: i ribelli Houthi dichiarano il blocco navale totale dell'Arabia Saudita.

I ribelli Houthi dello Yemen hanno dichiarato un blocco navale contro l'Arabia Saudita in risposta agli attacchi agli aeroporti, minacciando le forniture globali di petrolio e lo stretto di Bab al-Mandeb.

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Staff Writer
Pubblicato il 20/07/2026 18:00
La crisi del Mar Rosso si aggrava: i ribelli Houthi dichiarano il blocco navale totale dell'Arabia Saudita.

Un nuovo fronte nel conflitto regionale

Con una mossa che minaccia di destabilizzare i mercati energetici globali e di innescare una guerra regionale più ampia, il movimento Houthi in Yemen, ufficialmente noto come Ansar Allah, ha dichiarato un blocco navale immediato contro l'Arabia Saudita. Questo aggressivo cambio di strategia segna una significativa escalation nel conflitto decennale tra i ribelli allineati con l'Iran e la coalizione a guida saudita che sostiene il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale dal 2015.

L'annuncio, diffuso lunedì, segue una serie di violenti scontri che hanno infranto un fragile periodo di relativa calma. Gli Houthi hanno presentato questa decisione come una misura di rappresaglia, citando esplicitamente il principio del "occhio per occhio".

Il catalizzatore: attacchi aeroportuali e salva missilistiche

La causa scatenante immediata del blocco è stato un recente attacco all'aeroporto internazionale di Sana'a. Mentre gli Houthi hanno attribuito l'attacco all'Arabia Saudita, il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale ne ha rivendicato la responsabilità, affermando che l'operazione era necessaria per impedire l'atterraggio di un aereo iraniano nella capitale. Gli Houthi hanno risposto quasi immediatamente, lanciando una raffica di missili balistici contro l'aeroporto internazionale di Abha, in Arabia Saudita, sebbene la coalizione a guida saudita abbia riferito che la maggior parte di questi proiettili è stata intercettata con successo.

Questo ciclo di violenza è aggravato dai rinnovati combattimenti a Hodeidah, un'importante città portuale. Gli scontri in quella zona minacciano di vanificare quattro anni di fragile pace raggiunta attraverso accordi di tregua temporanea, segnalando che la situazione di stallo "né guerra, né pace" nello Yemen sta rapidamente collassando.

Punti di strozzatura strategici: la minaccia di Bab al-Mandeb

La comunità internazionale è particolarmente preoccupata per il potenziale degli Houthi di utilizzare lo stretto di Bab al-Mandeb come arma. Questo stretto braccio di mare, che separa lo Yemen da Gibuti ed Eritrea, è una delle arterie marittime più vitali del mondo. Nel suo punto più stretto, è largo solo 29 chilometri (18 miglia) e funge da porta d'accesso tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden. Le implicazioni economiche sono sbalorditive. Solo nel 2024, circa 4,1 miliardi di barili di petrolio greggio e prodotti petroliferi raffinati hanno attraversato lo stretto, rappresentando circa il 5% del totale globale. Con lo Stretto di Hormuz già di fatto chiuso a causa dell'escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, una chiusura del Bab al-Mandeb potrebbe potenzialmente bloccare fino al 25% della fornitura totale mondiale di petrolio e gas, portando a un'estrema volatilità dei prezzi nei mercati energetici globali. La stretta economica sull'Arabia Saudita Per il Regno dell'Arabia Saudita, questo blocco rappresenta un colpo diretto alla sua sicurezza economica. Con le rotte orientali attraverso lo Stretto di Hormuz bloccate, Riyadh è diventata fortemente dipendente dal suo oleodotto Est-Ovest, noto come Petroline. Questo oleodotto di 1.201 km trasporta petrolio dal giacimento di Abqaiq a est al porto di Yanbu sul Mar Rosso a ovest. I dati di Kpler e Signal Ocean rivelano un drastico cambiamento nei modelli di spedizione: le esportazioni da Yanbu sono aumentate fino a una media di quattro milioni di barili al giorno, rispetto a meno di un milione di barili al giorno un anno prima. Dichiarando un blocco, gli Houthi prendono di mira proprio la linea vitale che l'Arabia Saudita sta usando per aggirare la crisi iraniana nel Golfo Persico. Guardando al futuro: una regione sull'orlo del baratro. Gli Houthi hanno chiesto una "mobilitazione generale" e un "appello alle armi", avvertendo che qualsiasi risposta saudita sarebbe stata accolta con una reazione "completa e decisiva". Mentre il gruppo si pone come difensore contro quello che definisce un "ingiusto assedio" di 12 anni dei porti e degli aeroporti yemeniti, il rischio di un ritorno alla guerra su vasta scala è più alto che negli ultimi anni. L'intersezione tra il blocco degli Houthi, la situazione di stallo tra Iran e Stati Uniti e l'instabilità nel Mar Rosso crea una triade esplosiva che minaccia il commercio globale e la pace regionale.

Fonte: www.aljazeera.com

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