Hamas respinge le accuse dell'ONU di interferenze nella distribuzione degli aiuti a Gaza.

Funzionari delle Nazioni Unite accusano Hamas di ostacolare gli aiuti umanitari a Gaza, mentre il gruppo insiste sul fatto che le sue azioni fossero operazioni di contrasto al contrabbando. Leggi tutti i dettagli.

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Staff Writer
Pubblicato il 13/07/2026 15:47
Hamas respinge le accuse dell'ONU di interferenze nella distribuzione degli aiuti a Gaza.

Tensioni crescenti sugli aiuti umanitari

Il contesto umanitario a Gaza ha raggiunto un nuovo punto di attrito, poiché un alto funzionario delle Nazioni Unite ha mosso gravi accuse contro Hamas, sostenendo che il gruppo stia sistematicamente ostacolando gli sforzi di distribuzione degli aiuti e mettendo in pericolo il personale umanitario. Ramiz Alakbarov, vice coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, ha riferito che individui armati legati alle autorità locali sono entrati con la forza nel sito di distribuzione alimentare di Abu Rashid a Jabalia, nel nord di Gaza. Secondo le Nazioni Unite, questi individui hanno aggredito due camionisti del Programma Alimentare Mondiale (PAM), costringendo alla sospensione di servizi vitali di distribuzione alimentare.

Uno schema di ostruzionismo?

La dichiarazione di Alakbarov suggerisce che questo evento non sia un incidente localizzato, ma piuttosto parte di uno schema più ampio e preoccupante. Le Nazioni Unite hanno evidenziato un aumento delle intimidazioni, degli abusi fisici e delle interferenze non autorizzate, che, secondo l'organizzazione, stanno minando la sicurezza e l'efficacia delle missioni umanitarie. Le Nazioni Unite sostengono che tali azioni creano un ambiente in cui la consegna di forniture salvavita diventa insostenibile, peggiorando ulteriormente la situazione dei civili che vivono in condizioni disperate.

La prospettiva da Gaza

Hamas ha respinto con forza queste accuse, definendo la dichiarazione delle Nazioni Unite una narrazione "distorta" e "fabbricata" concepita per incitare l'opinione pubblica. Nella sua risposta ufficiale, il gruppo ha affermato che l'intervento presso il magazzino del WFP non è stato un attacco, bensì una normale operazione di polizia. Hamas ha dichiarato che le sue forze di polizia sono intervenute in seguito al ritrovamento di merce di contrabbando, nello specifico sigarette e componenti per telefoni cellulari, introdotti clandestinamente in pacchi di aiuti umanitari. Secondo il gruppo, questo intervento era necessario per proteggere l'integrità del flusso di aiuti, che a loro dire veniva sfruttato a fini commerciali.

Il contesto di un cessate il fuoco bloccato

Quest'ultimo conflitto sulla logistica si verifica sullo sfondo di una catastrofe umanitaria in corso e di negoziati diplomatici falliti. Dall'inizio del conflitto nell'ottobre 2023, la regione è stata devastata da una guerra incessante. Sebbene un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti sia stato stabilito nell'ottobre 2025, i rapporti indicano che è stato costantemente violato da entrambe le parti. I negoziati per una seconda fase, che prevederebbe il disarmo totale di Hamas e il ritiro delle forze militari israeliane, rimangono in una fase di stallo. Nel frattempo, Israele ha continuato ad espandere il suo controllo su porzioni significative della Striscia di Gaza, occupando attualmente circa il 60% del territorio, complicando ulteriormente la distribuzione degli aiuti internazionali a una popolazione sfollata e affamata.

Fonte: www.aljazeera.com

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