Guerra esistenziale: l'Iran dichiara nullo l'accordo di pace in seguito ai rinnovati attacchi statunitensi.

L'Iran dichiara nullo l'accordo di pace del 17 giugno dopo che nuovi raid aerei statunitensi hanno causato la morte di sette soldati e le ostilità si sono intensificate in tutto il Medio Oriente.

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Staff Writer
Pubblicato il 16/07/2026 00:11
Guerra esistenziale: l'Iran dichiara nullo l'accordo di pace in seguito ai rinnovati attacchi statunitensi.

La fragile pace tra Washington e Teheran è di fatto crollata, poiché l'Iran ha ufficialmente dichiarato nullo il memorandum d'intesa del 17 giugno. L'annuncio giunge in seguito a una serie di attacchi aerei statunitensi che hanno colpito diverse località iraniane, segnando una drammatica escalation delle ostilità che entrambe le parti definiscono ora un conflitto significativo.

Il crollo della diplomazia

Il capo negoziatore iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, ha affermato categoricamente che le forze armate del Paese mantengono ora "completa libertà d'azione" per contrastare quella che Teheran descrive come un'aggressione non provocata. Lo scioglimento dell'accordo di pace segue le azioni militari di mercoledì, che hanno provocato la morte di sette soldati iraniani della 388ª Brigata a Bampour. Il Ministero degli Affari Esteri iraniano, tramite il portavoce Esmaeil Baghaei, ha confermato che Teheran ha abbandonato i suoi impegni, sostenendo che gli Stati Uniti non hanno rispettato la loro parte dell'accordo.

Escalation dei fronti militari

Sono state segnalate esplosioni in importanti località strategiche iraniane, tra cui Bandar Abbas, Chabahar e Ahvaz. Gli Stati Uniti sostengono che i loro attacchi siano mirati alle infrastrutture militari necessarie per limitare l'influenza regionale dell'Iran. Al contrario, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha risposto con proprie azioni militari, rivendicando attacchi contro la Quinta Flotta statunitense in Bahrein e centri logistici in Kuwait. L'instabilità regionale si è ampliata, con le forze militari in Kuwait e Giordania che hanno segnalato l'intercettazione di numerosi missili e droni in arrivo.

Un futuro precario

La retorica di Washington rimane severa, con il presidente Donald Trump che avverte che la pressione militare statunitense persisterà finché Teheran non accetterà nuove condizioni più rigorose. Sebbene Trump abbia evitato di fissare una scadenza specifica, la minaccia implicita, che include il potenziale attacco a infrastrutture critiche come le centrali elettriche, lascia poco spazio a un'immediata de-escalation. Gli analisti suggeriscono che l'architettura di sicurezza regionale si stia frammentando, poiché i paesi vicini del Golfo sono sempre più diffidenti nei confronti delle conseguenze del confronto in corso tra Stati Uniti e Iran, mettendo alla prova i limiti della neutralità locale.

Fonte: www.aljazeera.com

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