Escalation nello Stretto di Hormuz: Stati Uniti e Iran si scambiano colpi d'arma da fuoco mentre incombe un blocco navale

Le tensioni aumentano vertiginosamente a seguito dello scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran nei pressi dello Stretto di Hormuz, che ha provocato un'impennata dei prezzi globali del petrolio e l'imminente rischio di un blocco navale.

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Staff Writer
Pubblicato il 13/07/2026 23:46
Escalation nello Stretto di Hormuz: Stati Uniti e Iran si scambiano colpi d'arma da fuoco mentre incombe un blocco navale

Crolla il fragile cessate il fuoco

La fragile stabilità nel Golfo Persico si è disintegrata mentre Stati Uniti e Iran si impegnano per la terza notte consecutiva in intensi attacchi militari intorno allo Stretto di Hormuz. Le rinnovate ostilità seguono il rapido crollo di un memorandum d'intesa di giugno che aveva brevemente frenato gli scontri militari diretti. Lunedì sera, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha confermato una serie di attacchi di precisione volti a indebolire la capacità iraniana di minacciare la navigazione civile e commerciale, mentre Teheran ha risposto con una raffica di attacchi di rappresaglia in tutto il Golfo.

Il punto critico strategico

Il controllo dello Stretto di Hormuz, la più importante arteria energetica marittima del mondo, è diventato il punto focale di questo conflitto. Con l'entrata in vigore di un blocco navale, le tensioni hanno raggiunto il punto di ebollizione. Il Centro di informazione marittima congiunto (JMIC) a guida statunitense ha annunciato misure severe che comporteranno il blocco dei porti iraniani, avvertendo che qualsiasi nave sospettata di eludere tali restrizioni rischia l'abbordaggio o la distruzione.

Effetti a catena sull'economia globale

La volatilità nel Golfo ha provocato onde d'urto sui mercati globali, con i prezzi del petrolio Brent in aumento di oltre il 9%, raggiungendo gli 81 dollari al barile. I dati di Kpler indicano che il traffico marittimo attraverso lo Stretto è crollato di oltre il 50%, poiché le navi commerciali deviano o disattivano i sistemi di tracciamento per evitare di diventare danni collaterali nell'escalation del conflitto.

Scambi militari e vittime

I rapporti provenienti dalla regione indicano danni diffusi alle infrastrutture. I media statali iraniani hanno segnalato attacchi vicino a Bandar Abbas e su varie isole, mentre le Guardie Rivoluzionarie avrebbero lanciato offensive con droni contro obiettivi statunitensi in Kuwait, inclusi sistemi di comunicazione e depositi di carburante. Una tragedia si è consumata nelle acque territoriali: gli Emirati Arabi Uniti hanno riferito che due petroliere sono state colpite da missili da crociera iraniani, provocando almeno un morto e diversi feriti tra i membri dell'equipaggio.

Le prospettive diplomatiche

Nonostante il ritorno alla guerra aperta, la Casa Bianca sostiene che una soluzione diplomatica rimanga l'obiettivo finale. Il presidente Donald Trump ha indicato di credere ancora che un accordo sia possibile, pur chiedendo che le nazioni del Golfo contribuiscano finanziariamente ai costi della protezione marittima statunitense. Al contrario, i funzionari iraniani rimangono irremovibili, insistendo sul fatto che Teheran mantenga il suo status di custode sovrano della via navigabile.

Fonte: www.aljazeera.com

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