Escalation nel Golfo: l'Iran prende di mira Bahrein, Kuwait e Giordania dopo gli attacchi statunitensi.

La tensione sale alle stelle mentre l'Iran lancia attacchi di rappresaglia contro Bahrein, Kuwait e Giordania in seguito ai bombardamenti statunitensi sulla sua costa meridionale e sullo Stretto di Hormuz.

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Staff Writer
Pubblicato il 13/07/2026 03:45
Escalation nel Golfo: l'Iran prende di mira Bahrein, Kuwait e Giordania dopo gli attacchi statunitensi.

Il Medio Oriente è sull'orlo di un conflitto più ampio, poiché l'Iran ha lanciato una serie di attacchi di rappresaglia contro obiettivi militari in Bahrein, Kuwait e Giordania. Questa escalation aggressiva giunge in risposta diretta a una nuova ondata di bombardamenti aerei condotti dagli Stati Uniti contro le regioni costiere meridionali dell'Iran, prendendo di mira in particolare lo strategico Stretto di Hormuz.

Un ciclo di rappresaglie

Le recenti azioni militari rappresentano una svolta significativa rispetto alle precedenti schermaglie. Secondo i media statali iraniani, gli attacchi sono stati eseguiti come misura difensiva contro quella che Teheran descrive come "un'aggressione statunitense non provocata".

Secondo alcune fonti, diverse città portuali iraniane, tra cui Bandar Abbas, Sirik e Jask, sono state colpite da esplosioni, così come infrastrutture critiche sull'isola di Qeshm, dove sarebbero stati intercettati quasi una dozzina di proiettili.

Il punto di strozzatura strategico: lo Stretto di Hormuz

Al centro di questo conflitto si trova lo Stretto di Hormuz, una delle rotte di transito petrolifero più vitali al mondo. Le rinnovate ostilità hanno destato allarme globale per la sicurezza delle rotte marittime e la stabilità dei prezzi globali dell'energia. Mentre Washington si impegna a indebolire le capacità militari iraniane, le ripercussioni regionali si sono ampliate, trascinando nel conflitto le nazioni vicine.

Impatto regionale e stagnazione diplomatica

Il coinvolgimento di Giordania, Kuwait e Bahrein segnala una drammatica espansione del teatro di guerra. Mentre gli Stati Uniti sostengono che i loro attacchi siano intesi a neutralizzare le minacce alla navigazione internazionale, la risposta di Teheran suggerisce che qualsiasi operazione sostenuta dagli Stati Uniti dovrà ora affrontare una rappresaglia su più fronti.

Gli sforzi diplomatici per allentare la tensione rimangono fragili, con entrambe le parti intrappolate in un ciclo di azione e reazione che non mostra segni di una risoluzione immediata. Gli analisti militari stanno monitorando attentamente i confini, temendo che quest'ultimo sviluppo possa innescare una guerra regionale più ampia e prolungata.

Fonte: www.aljazeera.com

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