Dalle zone di guerra all'accoglienza: la miracolosa sopravvivenza e il viaggio di Amal Sahel

Scopri la straziante storia di Amal Sahel, una rifugiata yemenita sopravvissuta a bombe inesplose, alle persecuzioni degli Houthi e a pericolose traversate in mare, che è riuscita a trovare rifugio nel Regno Unito.

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Staff Writer
Pubblicato il 30/06/2026 12:00
Dalle zone di guerra all'accoglienza: la miracolosa sopravvivenza e il viaggio di Amal Sahel

L'innocenza perduta: un'infanzia tra le macerie

Per molti bambini, i resti di una strada cittadina sono parchi giochi. Per Amal Sahel, erano trappole mortali. All'età di 15 anni, in uno Yemen che stava rapidamente precipitando nel caos della guerra civile, Sahel e i suoi amici scoprirono quella che credevano essere una spada improvvisata: un lungo pezzo di metallo abbandonato per strada. In realtà, si trattava di un ordigno inesploso lasciato sul posto dai ripetuti raid aerei.

La tragedia si abbatté in un istante. Mentre Sahel era in casa ad allenarsi con la boxe, un'esplosione squarciò il quartiere. Uscì e si trovò di fronte a una scena di carneficina: amici inzuppati di sangue e un compagno morto sul colpo con una granata conficcata nel collo. Questo evento traumatico ha rappresentato una cupa introduzione a una vita che sarebbe stata definita dalla sopravvivenza e da fughe rocambolesche.

Una nazione in collasso: la discesa dello Yemen

Prima che il conflitto scoppiasse nel settembre 2014, Sahel ricordava lo Yemen come un paradiso. Con un padre professore universitario, la sua infanzia era stata stabile e circondata dalla bellezza dei paesaggi del Golfo. Tuttavia, l'inizio della guerra civile ha trasformato la sua città natale in una fortezza di guardie e sabbia nera, bruciata da incessanti bombardamenti.

Con la presa del potere da parte dei ribelli Houthi, l'atmosfera è passata dalla pace comunitaria a una paura pervasiva. Sahel ha cercato di proteggersi dall'orrore concentrandosi sui suoi studi e sulla sua passione per la fotografia e la moda, sperando di avviare un giorno una propria attività. Questa ambizione, tuttavia, lo avrebbe presto reso un bersaglio.

Il prezzo dell'istruzione e dell'arte

La fluidità di Sahel in inglese e il suo lavoro come fotografo attirarono i sospetti dei soldati Houthi. Durante un servizio fotografico in un parco locale, fu arrestato violentemente, accusato di spionaggio per il Regno Unito e gli Stati Uniti e portato in una caserma militare dove fu picchiato brutalmente.

La persecuzione non terminò con il suo rilascio. I ribelli riconobbero la sua istruzione e le sue competenze linguistiche, tentando di costringerlo ad unirsi alle loro fila come amministratore. Sahel conosceva la realtà di tali "nomine": molti bambini, anche di soli 14 anni, venivano arruolati, solo per sentirsi dire dalle loro famiglie che erano "andati in paradiso" dopo la loro morte. Sentendosi braccato, si rese conto che rimanere nello Yemen era una condanna a morte.

Il pericoloso cammino verso l'Europa

Nel 2023, all'età di 21 anni, Sahel fuggì in Egitto, ma non vi trovò un vero rifugio, affrontando la costante minaccia di essere deportato nella zona di guerra. La sua disperazione lo portò in Turchia, dove intraprese un viaggio insidioso verso la Grecia.

La traversata si rivelò il suo terzo incontro ravvicinato con la morte. Costretto a entrare in acqua dai trafficanti per sfuggire alla guardia costiera greca, Sahel assistette all'annegamento di un ragazzo di 16 anni. In un tentativo altruistico di salvare il giovane, Sahel si ritrovò trascinato sott'acqua, lottando per respirare mentre cercava di sostenere l'adolescente in difficoltà. Dopo essere scampato a malapena alle onde, ha affrontato un'estenuante traversata di cinque ore attraverso le montagne per raggiungere la salvezza, solo per essere trattato come un criminale al suo arrivo in Grecia.

L'ultimo attraversamento: alla ricerca dell'umanità

Sapendo che il Regno Unito rimaneva uno dei pochi luoghi che offrivano un vero asilo, Sahel si è recato a Calais, in Francia, alla fine del 2024. Il viaggio attraverso la Manica è stato irto di pericoli non solo a causa della gelida pioggia di dicembre; è sopravvissuto a una violenta sparatoria tra trafficanti rivali che hanno sparato contro i migranti senza alcuna provocazione.

Nonostante il terrore, Sahel è arrivato nel Regno Unito all'inizio di dicembre, dove ha vissuto un profondo cambiamento emotivo. "Era da molto tempo che non vedevo persone sorridere, finché non sono arrivato nel Regno Unito", riflette. Per la prima volta in quasi un decennio, la costante adrenalina della sopravvivenza è stata sostituita da un senso di accoglienza e sicurezza.

Guardando al futuro: il paradiso nelle mani del diavolo

Ora che gli è legalmente permesso di lavorare e risiedere nel Regno Unito, Sahel guarda alla sua terra natale con un complesso mix di amore e odio, descrivendo lo Yemen come "il paradiso nelle mani del diavolo". Pur sentendo profondamente la mancanza della sua terra, è risoluto nel suo desiderio di costruire una vita definita dalla pace e dal contributo piuttosto che dalla violenza.

"Non voglio essere ucciso per strada e morire senza un senso", dice. "Voglio diventare qualcuno di importante nel mondo ed essere conosciuto come una brava persona." Per Amal Sahel, il viaggio non è stato solo un attraversamento di confini, ma una rivendicazione del diritto a un futuro.

Fonte: www.theguardian.com
Tags: #Human Rights #Yemen Civil War #Refugee Stories #Asylum Seekers #Migration #Houthi Rebels #Survival

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