Causa RAMpocalypse: Samsung, SK Hynix e Micron accusate di manipolazione dei prezzi tramite intelligenza artificiale
Samsung, SK Hynix e Micron sono oggetto di un'importante azione legale collettiva che le accusa di aver manipolato i prezzi e di aver sfruttato il boom dell'intelligenza artificiale per gonfiare artificialmente i costi delle memorie RAM.

Una nuova azione legale collettiva è stata intentata contro i tre maggiori produttori mondiali di memorie: Samsung, SK Hynix e Micron, con l'accusa di un massiccio e coordinato schema di fissazione dei prezzi che ha gonfiato il costo della RAM e dei componenti di archiviazione per i consumatori. L'azione legale, guidata da una coalizione di individui e piccole imprese, sostiene che questi giganti del settore abbiano sfruttato la recente "corsa all'oro dell'IA" per limitare artificialmente l'offerta e gonfiare i prezzi globali.
La "RAMpocalypse" spiegata
Nel corso del 2026, l'industria tecnologica ha affrontato quella che molti definiscono una "RAMpocalypse". Questo aumento dei costi dei componenti ha avuto un impatto diretto sui consumatori, con aumenti di prezzo osservati in tutto, dai laptop e iPad di fascia alta ai computer desktop preassemblati.
Secondo la causa, l'impennata dei prezzi non è semplicemente il risultato della domanda e dell'offerta di mercato guidate dal boom dei data center per l'IA, ma uno sforzo calcolato per speculare sul mercato.Accuse di manipolazione del mercato
I querelanti affermano che i tre principali produttori di memorie, che controllano circa il 90% del mercato globale delle DRAM, hanno agito in collusione per manipolare la disponibilità del mercato con il pretesto di una carenza di infrastrutture per l'IA. La denuncia legale suggerisce che i produttori di memorie hanno strategicamente spostato circa l'80% della loro capacità produttiva verso le memorie ad alta larghezza di banda (HBM) per massimizzare i profitti, privando intenzionalmente il mercato dei consumatori per far aumentare i costi al dettaglio.
Una storia di accuse antitrust
Non è la prima volta che queste aziende si trovano ad affrontare tali accuse. Nel 2005, in seguito alla bolla delle dot-com, sia Samsung che SK Hynix si sono dichiarate colpevoli di una grave operazione di fissazione dei prezzi che ha comportato multe per oltre 700 milioni di dollari. La nuova causa sfrutta questo contesto storico, sostenendo che queste aziende hanno un modello ben documentato di comportamento anticoncorrenziale.
La difesa del settore
Samsung, SK Hynix e Micron sostengono che il loro spostamento nella produzione sia una risposta aziendale standard alla domanda senza precedenti da parte di hyperscaler del cloud come Amazon, Google e Microsoft. Con importanti espansioni degli impianti già in corso in Corea del Sud e negli Stati Uniti, i produttori di memorie sostengono che la "carenza" sia il riflesso di uno scenario in evoluzione in cui la domanda aziendale ad alto margine ha la precedenza sulle tradizionali catene di approvvigionamento al dettaglio.
I querelanti avranno la meglio?
Gli esperti legali osservano che il caso si trova di fronte a una difficile battaglia in salita. Dimostrare una collusione diretta richiede più di semplici prove circostanziali: richiede una "pistola fumante", come comunicazioni interne che indichino uno sforzo coordinato per sopprimere l'offerta. Tuttavia, la tempistica della causa è significativa, poiché la frustrazione del pubblico e delle autorità di regolamentazione per l'aumento dei costi tecnologici continua a crescere. Se Bathaee Dunne LLP, lo studio legale che rappresenta i querelanti, riuscirà a raccogliere prove di un'intenzionale privazione del mercato, questo potrebbe diventare uno dei processi antitrust più importanti nel settore tecnologico di questo decennio.