Anteprima di The Blood of Dawnwalker: questo erede del dark fantasy riuscirà davvero a spodestare The Witcher 3?
Riuscirà The Blood of Dawnwalker a spodestare The Witcher 3? Leggete la nostra anteprima di 4 ore dell'ambizioso RPG dark fantasy di Rebel Wolves, caratterizzato da una doppia modalità di gioco che prevede la presenza di umani e vampiri.

Una stirpe di ambizione: la visione di Rebel Wolves
Per oltre un decennio, The Witcher 3: Wild Hunt ha proiettato una lunga e imponente ombra sul genere dei giochi di ruolo open-world. La sua miscela di narrazione profonda, ambiguità morale e ricca costruzione del mondo ha stabilito un punto di riferimento che pochi sono riusciti a raggiungere. Ora, un nuovo sfidante emerge dalla stessa stirpe. The Blood of Dawnwalker, il titolo di debutto di Rebel Wolves, è in fase di sviluppo da un team di veterani di CD Projekt RED, incluso il regista dell'episodio finale della trilogia di The Witcher. Questa connessione non è un segreto; Il gioco si ispira al DNA nostalgico delle avventure di Geralt, introducendo al contempo una svolta viscerale e vampiresca che promette di far evolvere la formula. Dopo aver trascorso quattro ore con il prologo, è chiaro che Rebel Wolves non si limita a copiare il lavoro del suo ex studio, ma sta cercando di perfezionarlo ed espanderlo in qualcosa di più audace. Un inizio inquietante: il prologo Il gioco ci presenta Coen e la sua famiglia in un mondo ispirato alle dure realtà della Polonia del XIII e XIV secolo, con elementi dark fantasy. L'ambientazione è opprimente: la regione è governata dai Vrahkhiri, una cricca di potenti vampiri guidata dal minaccioso Brencis. La popolazione locale vive in uno stato di terrore e servitù, pagando un "tributo di sangue" settimanale durante la messa in cambio di una fragile protezione.
Il prologo è una vera e propria lezione di narrazione atmosferica. Dalle introduzioni cinematografiche meticolosamente messe in scena all'esplorazione iniziale del villaggio natale di Coen, le atmosfere sono sorprendentemente simili a quelle di White Orchard di The Witcher 3. I giocatori si cimentano in attività classiche dei giochi di ruolo: aiutare gli abitanti del villaggio, seguire le tracce della selvaggina e raccogliere ingredienti per pozioni. Tuttavia, si percepisce un palpabile senso di raffinatezza nella scrittura e nella direzione artistica, che utilizzano la tecnologia moderna per creare un mondo che sembra vissuto e genuinamente sinistro.
La doppia natura: umano contro vampiro
Dove The Blood of Dawnwalker si distingue veramente dal suo predecessore è il suo innovativo ciclo giorno/notte e la dualità dei personaggi. Coen è un mezzo vampiro, e questo crea una brillante dualità nel gameplay:
- La forma umana: Di giorno, Coen si comporta come un umano "normale". Può mimetizzarsi nella società, impegnarsi in dialoghi complessi e combattere usando spade e magia del sangue. Questo aspetto del gioco sembra una raffinata evoluzione della tradizionale esperienza action-RPG.
- La forma di vampiro: Al calar della notte, Coen si trasforma. Questa trasformazione altera completamente il gameplay. I giocatori ottengono accesso ad abilità soprannaturali come il teletrasporto e la metamorfosi, che consentono loro di affrontare missioni e ambienti da una prospettiva completamente diversa. Tuttavia, questo potere ha un costo: la lotta contro una famelica sete di sangue che può far perdere il controllo al giocatore.
Questa dualità si estende al nucleo morale del gioco.
I giocatori si troveranno di fronte a scelte "corneliane": Coen combatterà per preservare la sua umanità o abbraccerà il mostro che è in lui per raggiungere i suoi obiettivi, lasciando che la corruzione gli spiani la strada con il sangue?
Evoluzione e progressione del combattimento
Il combattimento in The Blood of Dawnwalker rappresenta un significativo passo avanti rispetto al sistema di combattimento, spesso criticato, dei primi giochi di The Witcher. Prendendo ispirazione tattica da Kingdom Come: Deliverance, il gioco implementa un sistema di attacco direzionale. Questo aggiunge un livello di strategia ritmica e precisione, rendendo gli scontri più simili a duelli e meno a una semplice pressione compulsiva dei pulsanti.
Il sistema di progressione è altrettanto ambizioso. Ci sono tre distinti alberi delle abilità: uno per la forma umana, uno per la forma di vampiro e uno condiviso tra entrambe. Sbloccare le abilità non è semplice come spendere un punto; alcune richiedono di trovare libri specifici e altre di pregare presso i santuari.
In particolare, imparare una nuova abilità richiede tempo, costringendo i giocatori a gestire attentamente giorni e notti.
Impressioni finali: sete di altro
Sebbene quattro ore abbiano solo scalfito la superficie, lasciando in gran parte inesplorato l'enorme mondo aperto e l'intera portata del limite narrativo di 30 giorni, l'impressione iniziale è estremamente positiva. The Blood of Dawnwalker sembra un incrocio tra The Witcher e un Vampire: The Masquerade medievale.
Rebel Wolves è riuscita a catturare la magia dei suoi lavori precedenti, iniettando al contempo meccaniche nuove e innovative che offrono un'autentica libertà di scelta e rigiocabilità. Se il prodotto finale manterrà questo livello di qualità, potrebbe benissimo fare più che riecheggiare la grandezza del passato: potrebbe addirittura superarla. Attendiamo con impazienza l'uscita completa il 3 settembre 2026.